Osservatorio · anno scolastico 2026/27
Come contiamo
Ogni numero dell'osservatorio viene dalle liste ufficiali che le scuole comunicano al Ministero, lette classe per classe con una regola uguale per tutte e verificate a campione sui documenti delle scuole.
1Che cosa contiamo
Una classe è una sezione della prima di una scuola, con il suo indirizzo di studio. Il suo costo è la somma dei prezzi di copertina dei libri che la lista indica come da acquistare, ognuno una volta sola, con il prezzo riportato nei dati del Ministero del 2026/27. I libri solo consigliati non entrano. Non entrano nemmeno i libri «a edizione libera» (un dizionario, i Promessi sposi in un'edizione qualsiasi), perché nei dati non hanno un prezzo: la pagina della scuola dice quanti sono.
Se una scuola ha più sezioni della prima con lo stesso indirizzo, il suo costo è la mediana delle sezioni ammesse al confronto, e accanto c'è da quanto a quanto vanno.
2Quando una lista resta fuori
Una lista a cui mancano dei libri costa poco, e messa accanto alle altre farebbe sembrare economica una scuola che non lo è. Per questo ogni classe passa da una regola automatica, la stessa per tutte:
- Per ogni indirizzo contiamo le materie che hanno un libro da acquistare in almeno nove classi su dieci in Italia: italiano, matematica, inglese e le altre tipiche di quell'indirizzo. Se ne manca una, la lista entra lo stesso: l'assenza può dipendere dalle adozioni della scuola o dal nome con cui è registrata la materia, e la pagina lo dice. Se ne mancano due la classe va da verificare, da tre in su ha dati insufficienti. Per gli indirizzi con meno di 30 classi in Italia usiamo le materie di tutto il grado.
- Se manca il prezzo di un libro, o se nessun libro risulta da acquistare, i dati sono insufficienti.
- Se la lista ha libri di più lingue straniere di quante ne studia di solito una classe dello stesso indirizzo, va da verificare: spesso la lista elenca tutte le lingue che la scuola offre, e la famiglia ne compra solo alcune.
- Se costa più di una volta e mezza la mediana italiana dell'indirizzo, o meno del 70%, va da verificare. Queste due soglie sono allarmi: segnalano le liste da guardare meglio.
- Restano fuori dal confronto il Trentino-Alto Adige, dove le Province danno i libri in comodato gratuito e «da acquistare» resta solo una parte della lista; i corsi per adulti e serali; le scuole con lingua d'insegnamento slovena; e le scuole che, secondo il loro sito, danno libri in comodato d'uso.
Le scuole che non entrano nel confronto restano nelle pagine dei comuni, col motivo. Fanno eccezione le scuole che nel 2026/27 hanno solo corsi fuori dall'osservatorio (per adulti, serali, percorsi regionali di formazione professionale): non sono nelle pagine dei comuni, ma restano nel file dei dati, che ha una riga per ogni classe con l'esito della regola.
Quante classi, e perché
1ª media: 26.667 classi
1ª superiore: 26.713 classi
3Che cosa misurano
- Le liste del 2026/27, che ogni anno le scuole possono cambiare.
- Il prezzo di copertina dei libri nuovi, uguale per tutti: la spesa di ogni famiglia dipende poi da comodato, alternative, contributi di Comuni e Regioni, usato.
- Il totale delle liste: i tetti di spesa del Ministero hanno regole e deroghe che i dati non riportano.
- Il divario fra i totali: dentro un indirizzo ci sono anche percorsi diversi, come Cambridge o i libri digitali.
- Le liste delle scuole paritarie che il Ministero pubblica: più di nove medie paritarie su dieci e più di otto superiori su dieci.
4Le verifiche
RiAdotta ha messo alla prova la regola sui documenti delle scuole, in due modi: un campione estratto a caso e gli estremi dei confronti. In tutti e due, per ogni sezione, la lista pubblicata dalla scuola sul suo sito è stata trascritta prima di guardare il nostro totale. Prima del controllo abbiamo fissato una tolleranza: un totale è classificato come confermato se lo scostamento rispetto al totale ricostruito dal documento della scuola non supera il 5%. Oltre il 5% è un errore.
Le trascrizioni le hanno fatte agenti di intelligenza artificiale, che non vedevano i nostri prezzi, i nostri totali né l'esito della regola. Il verdetto non l'ha dato l'agente: l'ha calcolato un programma, confrontando il totale ricostruito dal documento della scuola con il nostro. Otto conferme estratte a caso sono state trascritte di nuovo da un altro agente, senza vedere la prima trascrizione: otto su otto uguali.
Verifica di 120 liste estratte a caso
Il 25 ottobre RiAdotta ha tentato il controllo di 120 classi ammesse al confronto, estratte a caso. In 79 casi è stato possibile concluderlo: in 78 la scuola fa comprare gli stessi libri, codice per codice, e il totale coincide al centesimo; nell'altro il totale dell'osservatorio era inferiore di 28,20 €, perché la scuola richiede un libro che nei dati del Ministero è indicato come non da acquistare. Per 41 classi il controllo è rimasto senza conclusione: in 5 casi il documento non dice quali libri si comprano, in 36 la scuola non pubblica la lista, la pubblica solo per un altro anno, o il sito non si lascia leggere.
Tra le 79 classi con controllo concluso, un errore: l'1,3%, con un intervallo di confidenza al 95% fra lo 0,2% e il 6,8%. Sono classi di scuole che pubblicano la lista, quindi non un campione casuale di tutte.
Il controllo riguarda soprattutto quali libri la scuola fa comprare: i prezzi dei documenti scolastici vengono in genere dagli stessi cataloghi degli editori usati dal Ministero.
Verifica degli estremi
A parte, il 25 ottobre RiAdotta ha controllato la scuola meno cara e la più cara di sei indirizzi a Torino, Milano, Roma e Napoli, sezione per sezione: 22 scuole su 48 confermate in tutte le sezioni ammesse, 2 con uno scostamento oltre il 5% (un libro attribuito alla lista di un altro indirizzo, un libro tolto dalla scuola dopo la pubblicazione dei dati), una senza conclusione perché la lista non ha prezzi, 23 non controllabili. Delle 65 sezioni confermate, 64 coincidono al centesimo e una presenta uno scostamento del 2,52%.
Il 27 ottobre, per avere un esempio di prima media in ogni area, la regola è stata fissata prima dei risultati: per il Nord, il Centro, il Sud e le Isole (Sicilia) si sono presi i quattro comuni con più scuole medie ammesse al confronto, e in pagina va il primo, in quest'ordine, con entrambi gli estremi confermati in tutte le sezioni. Gli estremi già confermati il 25 ottobre, con le liste ancora uguali, non sono stati rifatti; quelli rimasti senza conclusione sono stati ritentati una volta. Nei controlli sono stati confermati gli esempi di Torino per il Nord, di Livorno e Ancona per il Centro (controllate il 28 ottobre), di Reggio Calabria per il Sud e di Messina per le Isole. Nelle città che le precedono il controllo non si è chiuso: una delle due scuole non pubblica la lista del 2026/27, il suo sito non si lascia leggere o la lista non permette il confronto.
Altri esempi con entrambi gli estremi confermati: Torino, liceo classico, da 326 a 408 € su 6 scuole; Torino, liceo delle scienze umane, economico-sociale, da 274 a 326 € su 8 scuole; Torino, tecnico: amministrazione, finanza e marketing, da 295 a 357 € su 7 scuole.
Nei controlli, le soglie hanno escluso anche liste che i documenti delle scuole hanno poi confermato. Minimi e massimi di ogni comune sono quelli fra le scuole ammesse al confronto.
Due cose i dati del Ministero non le dicono: il comodato indicato solo sul sito della scuola, e se le lingue straniere elencate sono a scelta. Per questo il comodato documentato esclude la classe, e le lingue in più la mandano da verificare.
Il 29 ottobre RiAdotta ha provato una regola più larga, che considera presente anche una materia con il libro solo consigliato: delle 38 classi in più controllate sui documenti delle scuole, una aveva il totale sbagliato. Uno su 38 non basta per dire che la regola più larga sbagli abbastanza di rado, e l'osservatorio resta con quella descritta sopra.
5Il divario fra tre scuole
Fra la scuola meno cara e la più cara di un comune la differenza cresce con il numero di scuole: in una città con sessanta scuole medie è quasi sempre più larga che fra sei licei classici. Per confrontare gli indirizzi a parità, per ciascun comune e indirizzo con almeno 3 scuole ammesse al confronto il calcolo considera tutte le possibili combinazioni di tre scuole. Ogni comune ha lo stesso peso all'interno dell'indirizzo. Il valore riportato è la mediana della distribuzione così ottenuta delle differenze fra il costo maggiore e quello minore.
Calcolo sui dati del Ministero del 9 settembre 2026, con la regola nella versione 2. Qui ci sono gli indirizzi con almeno 10 comuni, per non mettere in fila valori che dipendono da pochi casi; con il file dei dati si rifà il calcolo per tutti.
6Scarica i dati
La fonte sono i dati del Ministero dell'Istruzione e del Merito, «Adozioni libri di testo», rilasciati con licenza IODL 2.0, nella versione pubblicata il 9 settembre 2026. La nostra elaborazione è rilasciata con la stessa licenza: si può riusare citando RiAdotta e il Ministero.
Il file ha una riga per classe, anche per quelle fuori dal confronto: scuola, comune, indirizzo, libri da acquistare, costo, esito della regola e motivo. Con quello si rifanno le aggregazioni di queste pagine: il costo di ogni scuola, le mediane, i divari.
Scarica i dati (CSV, una riga per classe)
Le versioni pubblicate
I dati cambiano quando il Ministero aggiorna le liste o quando cambia la regola. Ogni versione pubblicata resta qui, con lo stesso formato.
- Calcolati il 29 ottobre 2026, dati del Ministero del 9 settembre 2026, regola nella versione 2 (in uso)
Come leggere il file
- Una riga è una classe prima: la identificano insieme
anno_scolastico,codice_scuola,classe,sezioneeindirizzo_mim. Scuola e sezione da sole non bastano. indirizzo_mimè il testo del Ministero;indirizzoè l'indirizzo ricondotto all'ordinamento, quello con cui le pagine raggruppano. Vuoto vuol dire fuori dall'osservatorio.- Per rifare i confronti si tengono le righe con
esitouguale aconfrontabile: anche una classe esclusa può avere uncosto. Il costo di una scuola è la mediana delle sue sezioni ammesse, per indirizzo. costovuoto vuol dire che non si può calcolare, non che vale zero. Un campo dell'anagrafica vuoto è un'informazione che manca.motivovuoto vuol dire che la classe rientra nei criteri; può avere lo stesso una materia inmaterie_mancanti, perché una sola assenza è ammessa.- Importi in euro, con il punto come separatore dei decimali.
snapshot_mimè la data della versione dei dati del Ministero.